Second Chance, second life!

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Un pompelmo è un limone che ha avuto un’opportunità, e ne ha approfittato (Oscar Wilde)

Capita a volte di pensare che nella vita si facciano scelte sbagliate e ci ritroviamo a dover aggiustare il tiro. Si crea così un ventaglio di nuove opportunità inaspettate che a volte danno nuove dimensioni alla nostra vita, creando nuovi punti di vista. Dalla possibilà di avere una nuova chance arriva una seconda vita, a volte con nuove connotazioni, con una nuova natura.

Anche gli oggetti spesso hanno questa possibiltà… Basti pensare ai mastri artigiani che danno nuova vita a mobili che sembrano ormai sul viale del tramonto, piuttosto che ditte che prendono vecchi oggetti e creano novità dando loro anche connotazioni diverse, una funzione diversa, una natura diversa ma altrettanto interessante. E anche noi stessi lo facciamo inconsciamente nei nostri gesti quotidiani; ad esempio, quando usiamo un giornale che dovremmo buttare per pulire i vetri, o per avvolgere le caldarroste, o per imballare qualcosa, o semplicemente per fare colorare i nostri figli…

In questi cambi di vita e cambi di opportunità mi voglio soffermare su un oggetto in particolare, che ci accompagna tutti i giorni. Questo oggetto è il PIATTO, sì proprio lui!

Probabilmente vi starete chiedendo come può un oggetto, che già vive di una vita propria ed ha una sua ben specifica funzione, ad avere possibilità di una seconda vita: semplice, basta non pensarlo come un semplice piatto per mangiare! Bisogna escludere la sua funzione… usare la fantasia e trovargli un’altra connotazione!

Ci sono artisti che hanno scelto quest’oggetto per farne un’opera d’arte, come Piero Fornasetti. Nella linea “tema e variazioni”, questo eclettico artista ha creato e dipinto e riproposto i piatti in tante di quelle versioni che non si contano nemmeno più le varianti che ha proposto (si superano le 400)! Ma nonostante ciò ogni versione é unica e originale e ironica al tempo stesso… Il fil rouge di tutte le sue creazioni era miss Lina Cavalieri, cantante lirica vissuta a cavallo degli inizi del ‘900, definita “la donna più bella del mondo” per l’epoca, oggi diremmo un’icona di bellezza. Dove troviamo la seconda vita in questi piatti? La second life di questi ora è quella di essere opere d’arte da ammirare ed esporre in ogni casa, in modo da essere guardati e apprezzati in modo diverso; diventano quadri, installazioni. Fornasetti disse:”L’artista deve mettere ordine nelle cose per creare un altro mondo, una seconda natura, oltre che come studio continuo delle cose, della loro essenza.”

Poi esistono piatti creati tra genio e follia… Seletti ne ha voluto fare una rivisitazione pazzesca, ma, mantenendone la funzione! Con il piatto si mangia, ma perché usarne solo uno; e se il servizio risulta spaiato? Eccone la libera interpretazione di Seletti…

E poi esistono i famosi “piatti della nonna” ma rivisitati, come li vede quella gran fantasista, ironica e visionaria di Federica di @Sabotage_900, che li ha completamente svecchiati rendendoli più rock, più moderni, più leggeri visivamente ma sempre con un tocco di ironia (che io trovo fantastici, specialmente in un contesto molto moderno, per alleggerirlo e renderlo un po più ironico!).

Poi ci sono quelli di impronta più nordica e caricaturista di Donna Wilson (@donnawilsonltd e @donnerstagsontag), che hanno una doppia funzione; lo scenario è completamente diverso, il mood che la contraddistingue è fatto da “un luogo in cui schemi e colori si scontrano e l’immaginazione è libera di scatenarsi”. Nominata “Designer dell’anno” dal British Design Award di Elle Decoration, è una donna che ha fatto della sua passione e del suo amore per la natura e per i colori, la sua professione.

E poi ancora ci sono realtà, come quella di Hiro, che li crea per altri, cioè fa l’artigiano del design per edizioni limitate; una realtà che si sta evolvendo, e crea oggetti unici in lotti limitati rigorosamente made in Italy. In questa realtà è nato Hills, dalla mente di Mikiya Kobayashi, che lo ha disegnato, e dal braccio di Hiro, che lo ha generato, se così si può dire.

Io, per ora, ho lavorato su una piccola parte di casa mia con questi oggetti… Sotto trovate il risultato, ma le possibilità sono infinite e sempre diverse e incredibili.

A volte non ci rendiamo conto che, anche se un oggetto nasce con una funzione, perché nella mente di chi lo ha generato ha trovato quella specifica necessità, la libera interpretazione, la fantasia e un pizzico di buongusto, a volte, creano vie ancora inesplorate nella natura delle cose.

E voi, qual’è l’oggetto di cui avete trovato una seconda natura? o magari lo avete per le mani proprio ora e non vi siete mai accorti… Alla prossima puntata con un nuovo oggetto!

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Caffè, caffè… caffè!

Ma caffè della moka o caffè espresso?

Noi italiani, si sa, la prima cosa che facciamo quando ci svegliamo o per qualsiasi occasione della giornata, è bere caffè… E’ un po come la nostra linfa vitale. Ma la domanda più importante che ci dobbiamo porre è: caffè della moka o caffè espresso? Questo porta a due scuole di pensiero completamente diverse…

Partiamo dall’inizio: da dove ha origine il caffè e quali sono gli scopritori, inventori di questo meravigliosa bevanda e quali bellissimi oggetti sono usciti da queste scoperte!

Libro di E. Maltoni e M. Carli “CoffeMakers Macchine da caffè” edito daCollezione Enrico Maltoni

Il caffè nasce nel nel mondo arabo e arriva in Europa nel 500′ e veniva prodotto attraverso un procedimento abbastanza complesso di ripetuta bollitura per infusione, creandone un vero e proprio rito (ma per qualsiasi ulteriore informazione vi consiglio il libro “COFFE MAKERS, macchine da caffè” di Enrico Maltoni e Mauro Carli, che ne racconta la storia in modo molto approfondito).

Ma arriviamo al 1933, quando l’ing. Bialetti decise che il Caffè doveva essere per tutti e, ispirandosi al funzionamento della lavatrice della moglie, arrivò a creare la Moka come oggi la conosciamo. La parola Moka deriva da città di Mokha in Yemen, una delle zone più conosciute per la produzione di caffè di qualità arabica.

In questo articolo parleremo della Moka, che vede la sua nascita nel 1819 in Francia dalle mani di del sig. Morize, ma che venne poi sviluppata e perfezionata a Napoli, prendendo il nome di Caffettiera Napoletana… Ad oggi esiste ancora qualche estimatore di quel metodo che utilizza ancora la Cuccumella al posto delle moderne caffettiere.

L’evoluzione delle caffettiere (credist:Bialetti)

Ma ora arriviamo a loro: le Moke… Ne esistono di ogni tipologia e costo, ma la Moka rimane sempre lei! Icona esposta permanentemente al MoMa di New York e alla triennale di Milano (…Mica pizza e fichi!). La Bialetti!

‘La Moka Si Mette In Mostra’ Mostra, Milano 2013 (Photo by Pier Marco Tacca/Getty Images)

La Bialetti si è sbizzarrita durante tutti questi anni e se ne possono trovare di ogni sorta forma e colore ed il caffè che si fa con questa Moka è unico… Inoltre su INSTAGRAM si trova una bellissima iniziativa fotografica #coffelovers a cui poter partecipare e da cui poter trarre ispirazione per un futuro acquisto. (immages credits: Bialetti)

I prezzi di questa marca variano da €22,90 per la moka da una tazza a €69,90 per quella da 18 tazze.

Altra grande icona rimane Carmencita di Lavazza disegnato da Marco Zanuso nel 1979, rimasta nella memoria collettiva per i suoi meravigliosi caroselli usciti dalla penna di Armando Testa oltre che per il buonissimo caffè… E infatti nel 2018 ne è stata fatta una nuova versione Urban Black. Lo spot? Recita così: “Carmencita is black!” Questa versione è nata dalla ricerca di due grandi istituzioni: il Training Center Lavazza e l’Innovation Design Lab del Dipartimento del Politecnico di Torino (scusate se è poco). Sul sito Lavazza il prezzo è 45€ di questa nuova versione.

La nuova versione del 2018 Urban Black (credits: Benedettodemaio)

Poi ci sono i grandi designer che ne hanno fatto un’icona… Partiamo con Aldo Rossi, Richard Sapper e Alessandro Mendini per Alessi:

Moka La Cupola di Aldo Rossi del 1988. Credits: Alessi
La Conica di Aldo Rossi. Credits: Alessi
La 9090 disegnata da Richard Sapper, è la prima caffettiera espresso della storia di Alessi, ma è anche stata premiata con il premio Compasso d’Oro ed è il primo oggetto Alessi esposto al MOMA di New York. Secondo alcuni, questa è la caffettiera Alessi più amata dal pubblico. Credits: Alessi

Tutti i più grandi hanno creato una pagina di questo meraviglioso oggetto e dato il loro contributo a rendere grande questo oggetto quotidiano… Ma qui si sale decisamente di prezzo superiamo quasi con tutte le 100€ (potete trovarlo direttamente sul sito di Alessi a seconda di modello e formato)!

Per vedere un’interpretazione più ironica bisogna andare su marchi che di questo tipo di lettura dell’oggetto ne hanno fatto il loro cavallo di battaglia. Irriverente come sempre, troviamo la moka di Viceversa che, oltre ad una versione più formale di Giulio Iachetti del 2013 che si chiama Caffeina, ne accosta una più ironica chiamata Caffettiera Noir, Entrambe passano da un costo di 32€ a 42€, a seconda delle quantità. (credits: Viceversa)

Ma visto che siamo nel secolo della tecnologia, le stesse versioni sono state fatte anche elettriche per dare la possibilità di poter programmare la giornata…

La moka poi è stata declinata anche in altre forme di utilizzo per il design, Seletti ne ha fatta un’icona da esporre (immages credits: Seletti and Mcdonalds):

Se volete seguire le 10 regole d’oro per fare un caffè perfetto, qui trovate un link per poterlo fare: https://www.scattidigusto.it/2013/08/22/come-preparare-un-caffe-a-regola-darte/

Credits: scatti di gusto

Quindi, qualsiasi tipo di caffettiera scegliate, fate che sia un momento di pausa solo per voi e gustatevelo e… Buon Caffè!